Domus di Bacco

Già a partire dall’epoca tardo repubblicana la città di Interamnia ebbe un grande sviluppo urbanistico che toccò il suo apice nel I sec. d.C. durante la dinastia giulio-claudia. Infatti in questo periodo nel centro della città si trovava un quartiere residenziale ove i cittadini più abbienti risiedevano in grandi case di solito dotate di pavimenti in mosaico di cui alcuni come quello della domus di Bacco di gran pregio artistico.

 

 

Durante i lavori di costruzione di un palazzo in via dei mille, nel centro storico della città, sono stati riportati alla luce tre ambienti pertinenti ad una grande domus romana databile tra la fine del I sec. A.C. e il I sec. d.C. Gli ambienti scavati sono solo una parte della domus che doveva essere molto più grande e forse proseguiva negli ambienti ritrovati nelle palazzine limitrofe. Le strutture murarie sono realizzate in opus mixtum con grossi ciottoli di fiume, tegole e mattoni e conservano parte degli intonaci policromi con decorazione geometrica.

Domus di Bacco

L’ambiente più grande, forse un peristilio, presenta una pavimentazione in cocciopesto con inserzioni di lastre marmoree.

Un secondo ambiente conserva un mosaico in bianco e nero con una cornice a tessere nere e al centro una decorazione a losanghe che formano una composizione stellare.

Nel terzo ambiente è presente un mosaico con tessere bianche e fascia perimetrale nera. Al centro si trova uno pseudo-emblema in opus vermiculatum policromo in cui è raffigurato Bacco a mezzo busto con corona di pampini e pelle ferina sulle spalle, i tratti del volto, delicati e giovanili, sono appena caratterizzati, i colori sono molto sobri, predominano il rosato, l’arancio, con tracce di azzurro e verde, entrambi in pasta vitrea, per la realizzazione dei pampini e della pelle ferina, mentre sono evidenti le sottolineature in nero.

Nell’esecuzione dello pseudoemblema si è utilizzata la tecnica della disposizione centripeta delle tessere, infatti le tessere di dimensioni più grandi sono disposte a file regolari a ridosso della cornice esterna mentre quelle che circondano la figura del dio presentano dimensioni minori e sono disposte su allineamenti che seguono e si adattano al contorno della figura.

I mosaicisti hanno utilizzato tessere dai colori luminosi, non solo litiche ma anche di pasta vitrea, prevalgono differenti sfumature di rosato e d’arancio per il volto, mentre tracce di azzurro e verde per la realizzazione dei pampini e della ferina. L’immagine di Bacco è racchiusa da una doppia cornice a tessere nere e con meandro interno rosato su sfondo bianco. La soglia d’ingresso presenta un mosaico a tessere bianche e nere con motivi geometrici, la cornice rettangolare a doppia fila di tessere nere racchiude losanghe inserite tra due pelte affrontate.

Bibliografia e Note

Angeletti Glauco, Teramo pavimenti marmorei e mosaici nel palazzo Melatino e nella domus di Bacco, in Aiscom XVII, Teramo 2011
Maria Cristina Mancini, Pavimentazioni e decorazioni musive italico-romane di Interamnia Praetuttiorum in Quad Archeo Abruzzo I, Firenze 2008
Mazzitti Walter, teramo archeologica, Teramo 1983.